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Il Primo Insediamento
Alcuni ricercatori locali,
quali Giuseppe GIUNTA e il prof. Giuseppe DI VITA, all'inizio del nostro
secolo, hanno cercato di ricostruire la storia di Floresta.
L'attuale sito del comune, nell'antichità era sicuramente utilizzato dai
romani, quale rifornimento di legname, per le loro navi, vista anche la
vicinanza con la costa tirrenica della sicilia.
Gli Abitanti dovevano essere quasi sicuramente gli schiavi adibiti al
taglio ed al trasporto dei fusti, si pensa che un apposito edificio li
ospitasse assieme ai loro carcerieri.
Questo primordiale insediamento sarebbe poi stato abbandonato nei secoli
bui del medioevo, per via delle difficoltà di comunicazione ed
approvvigionamenti nei periodi invernali, solitamente innevati.
Tuttavia sia il DE VITA che il GIUNTA citano le fonti di informazione che
hanno portato a tale storia, che potrebbe essere basata su tradizioni
tramandate oralmente, non verificate ed opinabili.
E' sicuro che il luogo era abbastanza noto e frequentato, almeno da
pastori, da tempi immemorabili.
Infatti era solito che i mandriani catanesi negli ultimi mesi di
primavera lasciassero i magri pascoli del Simeto e si trasferissero con
i loro armamenti all'alpeggio, lungo gli antichi tratturi della
transumanza, percorrendo con giorni e giorni di lento e faticoso cammino
quelle piste che oggi, trasformate in neri nastri d'asfalto, noi
percorriamo in poche ore.
Il sito di Floresta era un piccolo agglomerato di cubburi (dal latino
cubitus, giaciglio) e mannare, quando all'inizio del XIV secolo, venne
infeudato da Federico D'ARAGONA al nobile Peregrino De Pactis, Maestro
Giustiziere e Protonotaro del regno, quale appannaggio per le alte
cariche ricoperte.
Per successioni varie e per atti dotali nei secoli successivi, il feudo
pervenne al nobile spagnolo Antonio Quintanas Duegna che, con privilegio
dato da Federico III di Spagna l'11 gennaio del 1619, fu nominato
Marchese "della Foresta di San Giorgio e Grassetta"; passò poi agli
Ardoino, ai Moncada d'Alcontres ed infine agli Stagno d'Alcontres, che
lo tennero fino all'abolizione dei privilegi feudali, sancita dalla
nuova costituzione borbonica nel 1812.
Pochi anni dopo, nel 1820, la piccola comunità veniva eretta in Comune
autonomo.
Successivamente a causa delle precarie condizioni di vita del piccolo
Comune dei Nebrodi, del pesante isolamento - soprattutto in periodo
invernale - e dell'economia asfitica, al limite della sopravvivenza; gli
abitanti, fino ad anni abbastanza recenti sono ricorsi all'emigrazione
per cercare in terre lontane migliori condizioni di vita.
Attualmente la diffusione della motorizzazione e la migliore viabilità,
la costruzione del Parco dei Nebrodi, e infine la progressiva
affermazione di una coscienza ecologica, che spinge sempre più
l'individuo alla ricerca di valori genuini e di una vita a contatto con
la natura, pongono Floresta al centro di uno sviluppo turistico assai
interessante. |